Thailandia: Divieto Totale ai Droni fino al 15 Agosto per Rischi alla Sicurezza
In Thailandia entra in vigore un divieto totale di voli con droni su tutto il territorio nazionale, valido fino al prossimo 15 agosto 2025. Le nuove misure, adottate dal Ministero della Difesa e dall’Esercito Reale Thailandese, puntano a rafforzare la sicurezza interna a seguito di crescenti preoccupazioni su possibili atti di sabotaggio e minacce a infrastrutture critiche.
Un provvedimento nazionale senza precedenti
Il blocco temporaneo riguarda qualsiasi tipo di drone, civile o commerciale, e copre l’intero spazio aereo del Paese, incluse le aree urbane, rurali e turistiche. L’unica eccezione è riservata a voli autorizzati direttamente dal governo per scopi militari, emergenziali o di pubblica sicurezza.
La Thailandia ha già registrato, negli ultimi mesi, un incremento anomalo dell’uso di droni in prossimità di basi militari e infrastrutture strategiche, inclusi aeroporti, centrali elettriche e ambasciate. Secondo le autorità, alcuni velivoli potrebbero essere utilizzati per attività di spionaggio o sabotaggio.
Droni abbattuti senza preavviso: autorizzazioni speciali ai militari
Il punto più discusso del decreto riguarda la possibilità, concessa alle forze armate e alla polizia, di abbattere qualsiasi drone non identificato senza necessità di avvertimento. In altre parole, chi vola senza autorizzazione rischia la perdita immediata del mezzo. Leggete “Laser portatile anti drone ideato in Australia”.
Questa misura si applica in particolare alle zone di confine con Myanmar, Laos e Cambogia, dove si teme che gruppi armati o trafficanti possano utilizzare i droni per trasportare armi leggere, droga o esplosivi.
Regole diverse tra confine e retrovie
Il decreto introduce una distinzione tra le cosiddette “zone rosse” e “zone gialle”. Le prime includono le aree di frontiera e siti sensibili, dove vige la tolleranza zero. Nelle zone gialle (ad esempio città come Bangkok, Chiang Mai, Phuket), sono attivi sistemi di rilevamento e tracciamento, ma non è previsto il fuoco immediato se non in caso di pericolo concreto.
I piloti di droni registrati sono comunque obbligati a mantenere i dispositivi spenti e non visibili durante il periodo di sospensione.
Rischi per i turisti e i professionisti
Il divieto ha sollevato preoccupazioni anche tra i fotografi, videomaker e influencer che si trovano in Thailandia per lavoro o vacanza. Le autorità hanno invitato tutti i visitatori a consultare i portali ufficiali e a evitare l’utilizzo di droni fino al 15 agosto, pena multe salate e possibile confisca dell’attrezzatura.
Secondo un portavoce dell’ente turistico thailandese, la misura è temporanea ma necessaria: “La sicurezza nazionale viene prima. Chi desidera effettuare riprese aeree può rivolgersi agli operatori certificati locali”.
Tecnologie antidrone in azione
Per far rispettare il divieto, l’Esercito Reale ha installato sistemi di jammer elettromagnetici, radar portatili e reti antidrone in vari punti strategici. Alcune zone turistiche saranno presidiate da pattuglie mobili dotate di rilevatori automatici a infrarossi e visione notturna. Leggete anche “Minotauro: il nuovo sistema antidrone greco”.
La Thailandia sta anche collaborando con aziende locali per l’adozione di sistemi di geofencing temporaneo, che rendono tecnicamente impossibile il decollo di droni nei pressi di aree sensibili.
Il futuro della regolamentazione droni in Thailandia
Il Ministero della Difesa ha annunciato che, al termine del periodo di emergenza, saranno valutate nuove leggi permanenti sul volo con droni, che includeranno licenze a punti, aree geografiche predefinite e multe progressive.
L’obiettivo è quello di garantire la sicurezza nazionale senza penalizzare l’uso commerciale e creativo dei droni, in un paese che ha visto crescere rapidamente questo mercato negli ultimi cinque anni.

